Non possiamo combattere contro le tenebre, né contro l’inconsapevolezza.
Onestamente non credo che siamo qui per fare nessuna guerra – forse per questo non risuono con il termine “guerriero di luce”?

Voglio dire, se ci mettiamo in uno stato di affronto, andiamo letteralmente al fronte; creiamo un nemico.
Così facendo rafforziamo i poli opposti, identificandoci con uno dei due, ad esempio “bene” o “male”, “giusto” o “sbagliato”, “positivo” o “negativo” etc. Ma tutti questi sono concetti creati dalla mente per dividere, separare, provocare sofferenza e paura.
L’inconsapevolezza è in questo modo che si espande.
Dov’è l’amore e la compassione che tutto abbracciano?

Mi ricordo di una storiella antica che viene dall’Est, da dove sorge il sole.
Si racconta di quell’occasione in cui Buddha riuscì a scongiurare una guerra. Come?
Egli si piazzò tra le due parti che si stavano preparando a combattere e chiese: “Che cosa ha più valore, il sangue, oppure l’acqua?
I due re risposero: “Il sangue è più prezioso, signore“.
E Buddha domandò ancora: “Non è allora indegno spargere il sangue per dell’acqua?“.
I due eserciti deposero le armi e così tornò la pace.

Quando è la mente a governare la nostra vita, gli scontri e i conflitti sono inevitabili. In questi casi si vuole essere padroni, superiori, vincitori, invece che amici, vicini, collaboratori.

E quindi come raggiungere la pace? ti chiederai.
Abbandonando ogni resistenza e ogni difesa che si cela sotto la tristezza, la paura, la rabbia… ti dico.
Andando oltre l’apparenza e tuffandosi nell’Essere puro che è sempre qui, che avvolge ogni cosa e che è dell’Anima la sua sostanza.

In assenza di pretese, di illusioni e di tempo, si sta in Essenza.
E in Essenza non ci possono essere opposti, e non ci possono essere nemmeno drammi o scontri.
Luce e buio fanno parte di una cosa sola. Non potrebbe esistere l’una senza l’altro.

Accogliamoci, invece di allontanarci.
Accogliamo ogni parte di noi…

Siamo sempre i benvenuti? Chiediamocelo più spesso.

Crei la realtà che porti dentro, il punto è questo.
Se all’interno è tutto calmo, sarà così anche all’esterno.

Perciò, inizia ad osservarti accuratamente.
Guardati.
Stai respingendo un’emozione?
Ti stai giudicando?
Ti stai incolpando?
C’è rancore?
Avverti tensione? Dove?

Una volta che vedi ciò che sta accadendo, accettalo.
Accettalo in quanto parte di ciò che in questo istante sta esistendo.
Tale accettazione è l’elemento chiave che stimola il cambiamento e che ti permette di spostarti dalla mente al cuore.

Ricorda che puoi muoverti verso la trasformazione solo e soltanto se hai accettato e visto ciò che vuoi cambiare.
Ne comprendi ora l’importanza?

Poi perdona (per-dono) ovvero “accogli il dono” che questo presente ti sta facendo.
Non è un caso che “presente” abbia anche il significato di “dono”. Lo sapevi?

Nel film di Kung Fu Panda (se non l’hai visto corri a vederlo!) una tartaruga molto saggia dice al protagonista: “C’è un detto: ieri è storia. Domani è un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama presente”.

In ogni esperienza c’è una profonda lezione nascosta, occorre avere braccia aperte e occhi attenti per poterla ricevere.
Sei d’accordo?

Se è la mente a governare la tua vita, rallenta.
Respira.
Respira ancora.
Sorridi.
Continua a respirare.

Mostra alla mente che non c’è nulla da temere, insegnale l’arte di vivere nel presente senza sentire il bisogno di fuggire o di condannare;
mostrale cosa significa veramente amare.

Che tu possa portare luce, senza imporla con forza o con autorità.
Che tu possa vedere l’ombra come un amico, da abbracciare e non da discriminare.

Se vuoi iniziare un percorso on-line con me, contattami via e-mail (rosariabono.info@gmail.com) o tramite Instragram (clicca qui: @sara_babo_).
Sarò onorata di poterti stare accanto, sostenendoti e ascoltandoti.

un abbraccione,
Sara.

non siamo mai soli

Non siamo mai soli.
ora ti spiego perchè.

“Non siamo mai soli”. Sai perché?

La solitudine non è qualcosa che ti capita perché qualcuno nell’Universo l’ha deciso come punizione o chissà quale altra ragione. Ma è qualcosa che, consapevolmente o meno, decidi e scegli proprio tu. Chiudi la porta e ti ritiri dalle relazioni con i tuoi simili, con la Natura, con le circostanze, con gli altri esseri viventi… con tutto.

Fermati un attimo e osserva attentamente ciò che vedi…

Siamo organismi viventi, pluricellulari, pieni di vita. E con ogni singola cellula che compone il nostro corpo abbiamo costante relazione.
Siamo animati dalla Vita.
La nostra esistenza è continua relazione con la Vita e le sue tante forme.
Noi alla fine siamo fatti di relazione.

Ogni individuo è sacro, così come ogni cosa, luogo e attimo.
I tuoi piedi camminano costantemente sul corpo della Terra che è vivo e respira, proprio come il tuo di corpo.
Quando tu respiri, respiri vita.
L’albero che abbracci è vivo, ti sente e tu puoi sentire lui.
Il sasso che vedi a terra è vivo, vibra e tu vibri con lui.
I libri che leggi sono vivi, e ti parlano e tu puoi parlare con loro.
L’acqua che bevi o in cui ti immergi è viva, contiene memorie, incanala energia, purifica, si muove con te e in te.

Tutto è vivo.

Guarda ad ogni essere come se fosse divino. Inchinati e sii grato per averlo incontrato, per averlo accanto. Ciò che guardi è frutto di una relazione, ed è in relazione qui e ora con te.

Thich Nhat Hanh parlava della natura interdipendente degli oggetti. Parlava della connessione che vi è tra di noi e tutto ciò che ci circonda.
Si spiegava così: “Prendiamo ad esempio un tavolo. L’esistenza del tavolo è resa possibile dall’esistenza delle cose che possiamo chiamare ‘il mondo del non-tavolo’: il bosco da cui proviene il legno, il falegname, il ferro grezzo che è diventato chiodi e viti e le innumerevoli altre cose che hanno rapporto con il tavolo, i genitori e i nonni del falegname, il sole e la pioggia che hanno reso possibile la crescita degli alberi.
Se sottraiamo anche solo una delle cose non-tavolo per restituirla alla sua fonte (i chiodi al minerale di ferro, il legno al bosco…) il tavolo non potrebbe esistere.”

Perciò interagisci gentilmente con ciò che tocchi.
Ascolta il vento, ascolta il fiore. Parla con il vicino di casa o con un gatto. Ma ascolta e parla sempre col cuore.

Guarda un tavolo e vedici l’universo.
Guarda il tuo corpo e ringrazialo.

Dunque dimmi come puoi sentirti ancora solo quando sai che ogni cosa sta esistendo assieme a te?

La solitudine è un’emozione, una percezione mentale, non una condizione vera e propria.

Perché solo o sola di fatto non lo sei mai.
La vera domanda è:
sei disposto o disposta ad accogliere la paura che si cela dietro quell’emozione di solitudine per poi lasciarla andare?
Sei disposto o disposta a fare un lavoro dentro di te per riuscire ad aprire gli occhi verso un’altra realtà?
Sei disposto o disposta a scavare in profondità, per liberare il tuo grande potere?

Non fermarti a pensare “come sto male”.
Agisci nell’apertura.
Guarda oltre quel dolore.
Datti la possibilità di vivere ed esistere pienamente.

Vorrei proporti un esercizio di meditazione, per lavorare su quanto detto.

Fai questo esercizio adesso, domani, dopodomani e continua a farlo, con un ritmo regolare.

Ti servirà per imparare a vedere te stesso nell’altra persona e l’altra persona in te.

Prendi una tua fotografia di quando eri piccolo o piccola. Siediti e comincia a seguire il respiro. Inspira ed espira senza fretta, ascoltando il corpo. Dopo una ventina di respiri, porta dolcemente la tua attenzione sulla fotografia che tieni in mano e fai rivivere dentro di te le tue caratteristiche fisiche, le sensazioni, le percezioni, i processi mentali e la coscienza di quell’età. Continua a seguire il respiro, senza farti sopraffare dai ricordi.
Rivolgi, poi, l’attenzione a ciò che sei ora. Prendi coscienza del corpo, delle sensazioni, delle percezioni, dei processi mentali e della coscienza attuali.
‘Chi sono?’
Chieditelo sottovoce. E non pretendere di avere subito una risposta, arriverà se sarai paziente con te e costante con l’esercizio.

Chi sei?

Trabocca d’amore il tuo cuore.
Lascia che quest’amore vada in ogni direzione.

Ti abbraccio forte,
Sara.


Ti consiglio qualche libro:

Tra amore e paura
Diventa consapevole di cos’è l’amore e cos’è la paura, poi scegli e agisci.

Tra amore e paura. La vera disgrazia è non saper amare.

Le motivazioni delle azioni umane oscillano tra uno o due sentimenti opposti tra di loro: amore e paura.
Abbiamo creato una realtà in cui la paura domina le nostre esperienze affettive. E abbiamo scordato ciò che significa amare ed essere amati senza condizioni: questa è la vera disgrazia.

Quando parlo di amore mi vengono sempre in mente le dolci parole di Emily Dickinson, che sull’amore ne ha scritte tante. Ad esempio, scrisse: “chi ama non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina. Chi ama non conosce morte, perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità”.

Principali differenze

L’amore non ha aspettative. La paura è piena di aspettative.
Questa è la ragione principale per la quale la paura fa male e l’amore no: noi ci aspettiamo qualcosa, e se quel qualcosa non accade ci sentiamo feriti e incolpiamo l’altro.
Ma quando amiamo non abbiamo aspettative. Facciamo quel che facciamo perché vogliamo, perché è un piacere, perché è un gioco che ci diverte. E se l’altra persona non fa cuna determinata cosa, va ugualmente bene, significa che ha le sue ragioni – non è nulla di personale.

Nell’amore si rispetta tutto. Nella paura non si rispetta nulla, tanto meno se stessi.
Ti senti dispiaciuto per me quando non mi rispetti, quando pensi che non sono abbastanza forte. Dall’altra parte, l’amore rispetta tutti.
Ti amo e so che sei forte, bello, intelligente… Non prendo decisioni per te.
Se cadi, ti posso dare una mano. Posso dire “Ce la puoi fare, vai avanti”. Questa è compassione.
È differente dal sentirsi dispiaciuti.
La compassione viene dal rispetto ed è una forma d’amore. Sentirsi dispiaciuti viene da una mancanza di rispetto, ed è una forma di paura.

L’amore è completamente responsabile. La paura fugge dalle responsabilità.
Ogni azione ha una sua conseguenza. Qualsiasi cosa noi pensiamo o facciamo, ha una conseguenza.
Se noi prendiamo una scelta, otteniamo un risultato o una reazione.
Prendersi la responsabilità di quella scelta è amore.
Evitare di prendere una scelta, o chiedere ad altri di farla al posto nostro, è paura, è mancanza di responsabilità.

L’amore è sempre gentile. La paura è sempre scortese.
Come facciamo a sentirci bene quando soffriamo così tanto per la paura? Ci sentiamo vittime di tutto. Ci sentiamo arrabbiati o tristi o gelosi o traditi.
La rabbia non è altro che la paura travestita. La tristezza pure. La gelosia e tutte le altre emozioni che ci fanno soffrire, pure. Sono tutte maschere della paura.
Non siamo gentili perché non siamo felici.
L’amore è sempre gentile, e nella sua generosità apre tutte le porte.

L’amore è incondizionato. La paura è piena di condizioni.
Nella paura, io ti amo a patto che tu ti lasci controllare da me, se sei buono con me, se rispetti l’immagine che ho creato di te.
L’amore non ha né se, né ma; non ci sono condizioni. Ti amo senza una ragione specifica, senza giustificazioni. Ti amo per come sei, nella tua libertà di essere.
Non abbiamo diritto di cambiare nessuno. E nessuno ha diritto di cambiare noi. Se stiamo cambiando è perché noi lo vogliamo.

In amore c’è giustizia. Se fai un errore paghi una volta, e se ti ami veramente impari la lezione che si cela dietro l’errore per non ricommetterlo più.
Nella paura, invece, non c’è giustizia. Paghi per quell’errore un milione di volte per lo stesso errore. O la fai pagare agli altri infinite volte, per il loro di errore. Questo crea un senso di ingiustizia e apre ferite emotive assai profonde.

L’essere umano fa dei drammi per qualsiasi cosa, anche per le cose piccole e semplici; crea il caos, pure quando la realtà è tanto buona e tanto bella.

L’amore parte da te

Diventa consapevole del fatto che nessuno può renderti felice, e che la tua felicità è il tuo amore in azione. Per questo, felicità e amore sono sotto la tua responsabilità.
L’amore è una scelta. L’amore è anche un’azione.
“Tu sei l’amore stesso, quando non hai paura” aggiungerebbe Nisargadatta Maharaj.
E dal canto opposto, la paura in azione non può che produrre sofferenza.


Se sai cos’è l’amore e cos’è la paura, diventi consapevole del modo in cui comunicare i tuoi sogni agli altri, compreso al tuo partner.

Ricorda: la qualità della tua vita dipende dalle scelte che fai in ogni momento.


Libri consigliati:

A te la scelta, allora.
Un abbraccio, Sara.