➳ Chi sono? ➳

Sono Nessuno
chi sono poesia

logo

Detto ciò, lascio da parte la poesia e ti racconto un pochino del mio vissuto.
Così mi conosci meglio. Vuoi?

Mi chiamo Sara Bono.
Nasco in Sicilia, Castelvetrano – provincia di Trapani.
La mia famiglia è una classica famiglia cristiana: due genitori, due bimbi e qualche altro animale domestico.

Durante la mia infanzia ho sempre dimostrato una particolare curiosità per il mondo dell’occulto, del mistero, della spiritualità e della crescita interiore.

Lasciavo bigliettini in giro per la casa, scrivendoci sopra frasi motivazionali destinate alla me del futuro. Uno di quei bigliettini l’ho ritrovato qualche anno fa, proprio in un periodo molto cupo della mia vita. Diceva: “Sara non mollare mai, vai sempre Avanti! Sei forte e ce la farai a superare tutto”

Forse sapevo o intuivo sottilmente che le cose, ad un certo punto, non sarebbero state facili. E lì, o mi sarei rialzata o sarei rimasta a terra, soffocata da tutti quei nodi in gola che accumulavo.

Ho conosciuto la sofferenza.
Di giorno cercavo la notte, la notte non mi risparmiava. Tremavo di freddo e di paura, e piangevo fino a sentire l’ultimo respiro. È così che, mattone dopo mattone, ho costruito un muro attorno al mio cuore.
Un giorno mi sono svegliata ed ero in prigione.

Ho sofferto molto, sì. Però credo che questa sofferenza sia stata un dono. Perché? Ho visto e compreso anche la sofferenza altrui, della mia famiglia, dei miei avi e degli avi dei miei avi. Sono arrivata alle radici, e lo sai cosa ho scoperto? Che quelle radici non erano mai state nutrire d’amore, con amore.

“Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore” Osho.

Avevo compreso perché fosse importante amare: ti permette di conoscere la tua essenza e di suonare la divina melodia dell’esistenza.
In altre parole: amare ti permette di essere libero, gentile e generoso.

Ma che cosa vuol dire amare? Come posso amare e amarmi? Come si fa? mi chiedevo.

Da lì è cominciata la mia ricerca, a tratti disperata, a tratti lenta e faticosa, a tratti piacevole e assolutamente benefica.
Tra sogni ed incubi, tra angeli e demoni.
E lo sai cos’altro ho scoperto?
Come dico in questo articolo, “Tra amore e pausa. Differenze, scelte e azioni” – ti invito a leggerlo e approfondire l’argomento – dicevo, i drammi siamo proprio noi a crearli, pure quando la realtà è tanto buona e tanto semplice.
Il cuore sa come amare, è nella sua più intima natura, dobbiamo solo ascoltarlo e seguirlo.

Con la mia ricerca è cominciata anche la mia guarigione.
Per guarire ho continuato a rompere il mio cuore, perché c’era un sussurrio dentro di me che mi diceva che un cuore rotto è un cuore aperto.
Dovevo sperimentare il suo immenso spazio.

Ho cominciato ad onorare me stessa, gli altri e la Vita. Mi sono data il permesso di sentire le mie emozioni, senza giudizio, senza attaccamento. Bensì con compassione, accettazione e gentilezza.
Uno ad uno, ho iniziato a togliere i mattoni attorno al mio cuore. Ho cominciato a vedermi sempre, anche nei momenti più bui.
A quella parte di me che si stava smarrendo ho offerto la mia mano. Alla mia anima ho dato voce. Agli altri ho permesso di aiutarmi.
In me ho trovato l’energia ed il coraggio che mi servivano (e tutt’ora mi servono) per risorgere, ogni mattina.

Questo significa amare sé stessi e amare anche gli altri: esserci, qui ed ora.

Oggi, ogni battito del mio cuore dice: “Sei Viva!” e questo mi basta.
Di questo sono testimone.