Come Trasformare il Dolore Emotivo. Il Potere che Abbiamo

Evitare il dolore non è la soluzione

È capitato a chiunque, e a chiunque può capitare, di trovarsi in un periodo difficile.

Il cuore si può spezzare in infiniti modi, in molteplici occasioni, può piangere sangue e provare dolori atroci. Sembra una tortura, una di quelle che non ha mai fine. Manca il respiro, ogni cosa è nera, fa freddo, fa paura, ci si sente orribilmente persi, soli e abbandonati… e arrabbiati.

Come reagisci di fronte a questo tipo di dolore?

• Dai la colpa agli altri, e quindi individui all’esterno la causa del problema?
• Ti lamenti di quanto ingiusta sia la vita?
• Ti auto-colpevolizzi, sei duro con te stesso pensando “Ne combino sempre una. Non sono abbastanza. Tutto quello che dico è sbagliato. Che stupido che sono stato! Perché accadono tutte a me?”
• Ti identifichi con ciò che ti è stato detto dandogli valore? “Sei brutto! Non ci riuscirai mai! Sei un fallito!”
• Ti rifugi nel passato? Ti rifugi nel futuro?
• Cerchi costantemente distrazioni per scappare dal problema?
• Indossi una maschera fingendo che vada tutto bene?
• Provi invidia nei confronti di “chi sta meglio”?
• Rifiuti un confronto pacifico con la realtà?
• Poni resistenza al cambiamento?

Questi punti elencati sono solo alcune delle reazioni più comuni.
Eppure, evitare il dolore non è la soluzione.

Una domanda da porsi, che in questi casi potrebbe rivelarsi di fondamentale utilità, è: che impatto sta avendo sulla mia vita ciò che sto facendo ora?
Perché, è bene che tu lo sappia, come reagiamo fa la differenza.


“È la vita!”


È di estrema importanza accogliere il dolore, restare ad ascoltarlo, abbracciarlo e, così per com’è, accettarlo. Senza giudicare quindi, e senza accusare terzi né tanto meno sé stessi perché non esistono colpe, non esistono sbagli, esistono soltanto esperienze. E il dolore fa parte dell’esperienza, del processo di ri-nascita e crescita.

Tiziano Terzani direbbe:
“È la vita! Che vi aspettate, che sia tutta rose e fiori? È così, non c’è gioia senza tristezza”.


Chi ha il potere?


La questione è che se evitiamo di affrontare il dolore, gli diamo il potere di controllarci e di riflesso accade che ci allontaniamo dalla nostra vera essenza. Non riusciamo ad essere lucidi, creativi, vivi. In poche parole, ci limitiamo terribilmente.

Invece, fermarsi ad ascoltare il dolore significa riconoscerlo per ciò che di fatto è: un accumulo di stress, condizionamenti esterni, pensieri ossessivi ereditati da altri.

Fermarsi ad accoglierlo significa giungere alla grande consapevolezza che lo spazio del nostro essere è immenso ed estremamente potente.

Si tratta semplicemente di una frequenza che va armonizzata, di un segnale che ci spinge a riconnetterci con noi stessi.


Qual è la soluzione?


La soluzione c’è. È nel dolore stesso, è in un altro stato di coscienza, è nel Presente, è nell’Amore.

Solo quando puntiamo i riflettori della nostra attenzione sul dolore e lo osserviamo con distacco, possiamo liberarcene. Solo allora possiamo fare una scelta importante: smettere di soffrire inutilmente.

Chiaramente è un lavoro interiore che dipende solo da noi, ma non è detto che debba avvenire a tutti i costi in completa solitudine.

Possiamo scegliere di chiedere supporto ad un esperto, per esempio, possiamo chiedere compagnia ad una persona a noi cara.

Possiamo scegliere di togliere tutte le maschere e tutte le difese per mostrarci anche coraggiosamente fragili e vulnerabili.

Possiamo scegliere di essere autentici.

Possiamo scegliere di iniziare “un viaggio da noi stessi in noi stessi”, verso la verità, passo dopo passo.

Possiamo scegliere di essere artefici e testimoni di un magnifico cambiamento, il nostro.

Possiamo trasformare il dolore in un’occasione preziosa e non in una scusa facile.

Rumi, un poeta mistico di origine persiana, scriveva:
“Vidi la sofferenza che beveva una coppa di dolore e gridai:
«È dolce, non è vero?»
«Mi hai preso in castagna» rispose la sofferenza,
«e mi hai rovinato la piazza. Come farò a vendere dolore se si viene a sapere che è una benedizione?»”


Ricordiamoci un po’ di cose


Ricordiamoci che la vita è in continuo cambiamento ed è naturale che sia così. Questo principio ci suggerisce chiaramente che tutto passa, compresi i momenti difficili. Nulla dura in eterno.

Ricordiamoci velocemente la differenza tra dolore e sofferenza. Il primo, come ho già detto qualche riga fa, è parte del processo ed è qualcosa che non possiamo evitare. Mentre il secondo è qualcosa che dipende da noi, infatti esso esiste se forziamo un’accanita resistenza al cambiamento.

Ricordiamoci che è l’ascolto l’inizio della guarigione, perché è mediante l’ascolto che ti stai amando, qui e ora.

Ricordiamoci, in fine, che fluire spontaneamente in avanti conduce alla serenità, alla salvezza – ce lo insegna l’acqua dei fiumi e dei mari.
Incontrare pacificamente la realtà, è il segreto per vivere in armonia – ce lo insegna la meditazione.

Allora l’hai capito perché evitare il dolore non è mai la soluzione?



Consigli pratici


Ora è giunto il momento di passare al lato più pratico del discorso.
Vuoi un consiglio su cosa fare per stare meglio?
Ecco, fai il contrario di ciò che hai fatto fino ad adesso.
Mi spiego meglio:

-Quando ti fermi, vai avanti. Quando piangi, ridi. Quando non ti senti amata o amato, amati tu in primis.

Respira profondamente, accogli e accetta il presente. Ascoltati. Lascia andare le cose che non puoi cambiare e cambia invece quelle che puoi. Fai ciò che è necessario fare.

Fregatene del giudizio altrui, quello che conta è il tuo.

Pratica l’allegria, pratica l’entusiasmo. Vivi con leggerezza, perché in fin dei conti la vita non è così seria come la mente tende a farti credere.

Fai della tua vita un viaggio spettacolare nell’ignoto, oltre i tuoi limiti, oltre ogni altro tipo di confine.

Nutri intelligentemente la tua mente, nutri amorevolmente la tua anima, nutri con passione il tuo corpo.

-Non stancarti di godere delle piccole cose.

Coltiva la gratitudine nel cuore.

Sii compassionevole nei confronti degli altri, perché “non sai che battaglie stanno affrontando”, ma allo stesso tempo allontana le persone nocive, quelle tossiche e negative.

Perdona e perdonati.

Circondati di persone positive, coraggiose e lasciati contagiare dalla loro contentezza.

-Scrivi su un foglietto “è come reagisco che fa la differenza”, e leggilo ogni volta che torni sulle cattive abitudini.

Tu, soltanto tu, hai lo straordinario potere di cambiare, di stare bene e di realizzare miracoli.
Tutto è nelle tue mani.


Quindi forza e coraggio. Ce la puoi fare.
Un abbraccio caloroso.