Il Silenzio Dell’Essere. Un Ascolto Profondo Nel Quale Fiorire

il silenzio dell'essere

Cos’è il silenzio dell’Essere?

Il silenzio dell’Essere è il dolce linguaggio dell’anima.
È dalla silenziosa contemplazione del divino che puoi creare uno spazio sacro nel quale ascoltare e ascoltarti.
In uno stato di tacita accettazione puoi accogliere e lasciar andare. Che siano emozioni, che siano pensieri, che siano ricordi, che sia quel che sia, lo scopo è diventare consapevoli della propria coscienza.

Il silenzio, per chi sa ascoltare, ha molto da raccontare.

Nel silenzio gioioso e oppressivo


Prima di addentrarmi con maggiore enfasi nell’argomento, preferisco fare un’importantissima precisazione.
Si possono sperimentare due principali forme di silenzio: il silenzio gioioso e il silenzio oppressivo.

Ora ti spiego le principali differenze, anche se sono facilmente intuibili (ma non voglio darlo per scontato).

Il silenzio gioioso è assolutamente volontario.
È un tipo di silenzio risanante che conduce alla guarigione, che porta con sé serenità e che promuove le basi dell’amore.
Ascolto attivo, compassione, comprensione, presenza, pazienza… i giusti nutrimenti per alimentare il soffio vitale di chiunque.
Il silenzio gioioso è quindi un nobile silenzio, che viene dal nobile cuore e che agisce con nobili intenti.

Nel buddhismo, per evidenziarne l’importanza, viene chiamato con un accuratissimo ossimoro, silenzio tonante, poiché risveglia nella quiete consapevole lo spirito di tutte le cose.

Passiamo al silenzio oppressivo.
Questo è un silenzio forzato dalla rabbia, spinto dall’ansia, incrementato dalle sensazioni nocive.
Allontana dall’Essere, allontana dal cuore e allontana dalla bellezza che ci fa appello in ogni istante.
Soffoca il respiro, il fuoco della vita.
Non nasce dalla pace, bensì dall’angoscia.

In breve, è un tipo di silenzio che piano piano uccide.

Chiaramente, in questo articolo mi riferisco esclusivamente al primo dei due citati.
Il silenzio gioioso, quello dello star bene e quello che accompagna all’Essere.

Comprendendo il silenzio, comprendi anche le parole


Nel silenzio puoi renderti conto di quante volte si ha la tendenza a parlare tanto per fare. Questo tipo di parlare, senza dubbio, esaurisce l’energia.
Ti è mai capitato, ad esempio, di sentirti esausto o esausta dopo aver parlato in maniera vaga, continua e prolissa?
In tutta onestà, a me sì. E parecchie volte!

Un maestro indiano, Nisargadatta Maharaj, nel libro Io sono quello dice che le parole non vanno al di là del pensiero, sono “uno strumento creato dalla mente per la mente”. Sono limitate e formano limiti.
Le parole sono solo delle espressioni superficiali: suoni e simboli. Non sono Verità.

Al contempo, è bene aggiungere quanto suggerisce Maharishi Mahesh Yogi in La scienza dell’essere e l’arte di vivere: “Quando parliamo riveliamo le nostre qualità interiori”. Continua: “La dolcezza e la sincerità delle parole esprime la natura del cuore. L’arte del parlare sta nel pensare con chiarezza, e nel modo di esprimersi semplice e innocente”.

Sebbene la parola sia impotente poiché “non riuscirà mai a dire il segreto che è in noi” (Giuseppe Ungaretti), ha ugualmente un potere straordinario, quello di distruggere e di creare.
“Quando le parole sono gentili e sincere possono cambiare il mondo”, lo disse Buddha.

Nel silenzio capisci che nel parlare c’è tanta responsabilità;
capisci che sei tu a dare peso a ciò che viene proferito;
capisci che non è tanto importante cosa viene detto quanto più il modo in cui viene detto.
Nel momento in cui comprendi il silenzio (il linguaggio dell’anima) comprendi anche le parole (il linguaggio della mente).

Iniziamo a chiederci più spesso: “Vale la pena turbare il silenzio per ciò che voglio dire? Provoca del male? È utile?”.


Ci vuole coraggio per stare in silenzio


“Il Silenzio è tutto ciò che temiamo. C’è riscatto in una voce. Ma il silenzio è infinità” Emily Dickinson.

Ci vuole coraggio per stare in silenzio.
Durante la giornata sei sempre in cerca di stimoli per distrarti da ciò che provi dentro? E quando cala il silenzio tutte queste cose si manifestano palesemente?
Pensieri negativi, emozioni disturbanti – le più frequenti sono ansia per il futuro e tristezza per il passato…

Il silenzio ti pone in una situazione di ascolto.
Ascoltare fa paura perché ascoltare significa entrare dentro quelle emozioni e quei pensieri che cerchi a tutti i costi di evitare.
Significa attraversarli. Un po’ come il viaggio dell’eroe.
Sii l’eroe della tua storia.

Addentrati in quella selva nera con una torcia di fuoco in mano.
Illumina ciò che deve essere illuminato.
Sii portatore di luce.

Il silenzio è un sentiero che ti conduce alla pace attraversando i luoghi intricati della mente, attraversando verità false e verità autentiche.
Ad ogni passo compiuto riscopri una potenza grandiosa che non sapevi di avere, un’audacia immensa.

“Il silenzio è una fonte di grande forza” Lao Tzu.

Questo sentiero silenzioso ti permette di comprendere chi davvero sei e cosa davvero vuoi.

Ci vuole coraggio per stare in silenzio, tanto quanto ci vuole silenzio per trovare coraggio. Uno non esclude l’altro.

Silenzio liberamente condiviso


Il silenzio è una forma di ascolto profondo che ti permette di crescere e fiorire nel fiore che sei.

Nel silenzio vedi fuori e senti dentro. Ti prendi cura del presente. Impari ad Essere e Vivere nel qui ed ora.
Sei attento e basta, senza pensieri compulsivi che vengono ad intromettersi.

Non si sa come, poi, diventi proprio ciò a cui stai prestando attenzione.

Nel silenzio incontri la Vita, tocchi l’anima di tutte le cose, sei in uno stato di naturale accoglienza.
Ti connetti con te stesso, con gli altri esseri viventi e con l’universo intero.

La comunicazione con l’altro raggiunge un piano superiore nel silenzio, poiché consente un ascolto assoluto e una risposta consapevole e sincera.

Il silenzio, perciò, non è semplicemente “non parlare”. Piuttosto è divenire. È un magnifico fluire.

Ti capita mai, infatti, di stare con qualcuno e non sentire il bisogno di dire alcunché, senza nemmeno sentirti a disagio?
Posso dirti per esperienza personale che se la risposta a questa domanda è sì, ebbene, sappi che hai trovato un tesoro, sappi che è la relazione più profonda che si possa sperimentare, una relazione spirituale.

Tra le anime che si amano da tempi antichi avviene una costante conversazione, in poche parole c’è telepatia. Allora non serve a nulla dire questo o dire quello.

Il silenzio liberamente condiviso rimuove muri e confini.
Rimanere in silenzio insieme è straordinariamente dinamico, curativo e salvifico. Si amplifica quella serenità e quella gioia di cui ho parlato qualche riga fa.

Ricorda che questo tipo di silenzio giunge dall’intimità e non dalla mancanza di conversazione. Non dal dispiacere e non dal timore.

È nel silenzio condiviso che le persone si uniscono nel sacro, che si elevano tenendosi per mano.

Il silenzio “parla con il linguaggio dell’amore (Rumi) e l’amore non fa rumore, allo stesso modo l’anima e il cuore.
È il silenzio dell’Essere questo, ormai l’hai capito.


Consiglio pratico


Ritagliati del tempo, fermati e siediti in un posto tranquillo della casa (nella natura se puoi).
Invita una persona amata a sedersi accanto a te (se vuoi).
Lascia che la tranquillità ti avvolga, ti culli, ti bagni come la luce del sole fa coi volti di chi gli volge lo sguardo.
Respiro dopo respiro senti la pancia gonfiarsi e sgonfiarsi. Immagina che del Prana Dorato ti purifichi ogni singola parte del corpo.

Ascolta il silenzio dell’Essere, ha molto da dire.

Ogni canto di uccellino, ogni alito di vento, ogni passo fatto, ogni profumo di natura fresca, di vita in crescita, ogni albero, ogni pianta, ogni inspirazione ed ogni espirazione… ti parlerà. Tutto ti parlerà.

Ricorda che anche il silenzio è una forma di dialogo… e da lì giungono le migliori risposte. Chissà mai che rivelazioni ti aspettano!

Ascolta, ascolta e ascolta ancora: a volte l’unica cosa che puoi fare è questa.

Comodamente nel “bel tacere” medita e addentrati laddove la calma è una creazione.

Da un po’ di mesi io dedico un giorno della settimana (preferibilmente la domenica) al Silenzio dell’Essere.
L’unica regola è non comunicare.

È un esercizio che, tra le tante cose, mi aiuta ad essere testimone ed osservatrice di ciò che accade. Mi aiuta a ristabilire un equilibrio tra mente, corpo e anima.
In altre parole, mi accudisco delicatamente.

Senza ombra di dubbio ti invito a provare.

Se non te la senti di farlo per ventiquattro ore continuative, puoi iniziare dedicandone 3-4 di fila e vedi cosa succede.


Ti ricordo che, nel caso ti servisse una consulenza, puoi scrivermi per e-mail (qui) o prenotare una chiamata gratuita (qui). Ti leggerò e ti risponderò con piacere.


Con la speranza che questo articolo ti sia piaciuto o ti abbia portato qualche nuovo spunto,
ti mando un abbraccione,

Sara.