non siamo mai soli

Non siamo mai soli.
ora ti spiego perchè.

“Non siamo mai soli”. Sai perché?

La solitudine non è qualcosa che ti capita perché qualcuno nell’Universo l’ha deciso come punizione o chissà quale altra ragione. Ma è qualcosa che, consapevolmente o meno, decidi e scegli proprio tu. Chiudi la porta e ti ritiri dalle relazioni con i tuoi simili, con la Natura, con le circostanze, con gli altri esseri viventi… con tutto.

Fermati un attimo e osserva attentamente ciò che vedi…

Siamo organismi viventi, pluricellulari, pieni di vita. E con ogni singola cellula che compone il nostro corpo abbiamo costante relazione.
Siamo animati dalla Vita.
La nostra esistenza è continua relazione con la Vita e le sue tante forme.
Noi alla fine siamo fatti di relazione.

Ogni individuo è sacro, così come ogni cosa, luogo e attimo.
I tuoi piedi camminano costantemente sul corpo della Terra che è vivo e respira, proprio come il tuo di corpo.
Quando tu respiri, respiri vita.
L’albero che abbracci è vivo, ti sente e tu puoi sentire lui.
Il sasso che vedi a terra è vivo, vibra e tu vibri con lui.
I libri che leggi sono vivi, e ti parlano e tu puoi parlare con loro.
L’acqua che bevi o in cui ti immergi è viva, contiene memorie, incanala energia, purifica, si muove con te e in te.

Tutto è vivo.

Guarda ad ogni essere come se fosse divino. Inchinati e sii grato per averlo incontrato, per averlo accanto. Ciò che guardi è frutto di una relazione, ed è in relazione qui e ora con te.

Thich Nhat Hanh parlava della natura interdipendente degli oggetti. Parlava della connessione che vi è tra di noi e tutto ciò che ci circonda.
Si spiegava così: “Prendiamo ad esempio un tavolo. L’esistenza del tavolo è resa possibile dall’esistenza delle cose che possiamo chiamare ‘il mondo del non-tavolo’: il bosco da cui proviene il legno, il falegname, il ferro grezzo che è diventato chiodi e viti e le innumerevoli altre cose che hanno rapporto con il tavolo, i genitori e i nonni del falegname, il sole e la pioggia che hanno reso possibile la crescita degli alberi.
Se sottraiamo anche solo una delle cose non-tavolo per restituirla alla sua fonte (i chiodi al minerale di ferro, il legno al bosco…) il tavolo non potrebbe esistere.”

Perciò interagisci gentilmente con ciò che tocchi.
Ascolta il vento, ascolta il fiore. Parla con il vicino di casa o con un gatto. Ma ascolta e parla sempre col cuore.

Guarda un tavolo e vedici l’universo.
Guarda il tuo corpo e ringrazialo.

Dunque dimmi come puoi sentirti ancora solo quando sai che ogni cosa sta esistendo assieme a te?

La solitudine è un’emozione, una percezione mentale, non una condizione vera e propria.

Perché solo o sola di fatto non lo sei mai.
La vera domanda è:
sei disposto o disposta ad accogliere la paura che si cela dietro quell’emozione di solitudine per poi lasciarla andare?
Sei disposto o disposta a fare un lavoro dentro di te per riuscire ad aprire gli occhi verso un’altra realtà?
Sei disposto o disposta a scavare in profondità, per liberare il tuo grande potere?

Non fermarti a pensare “come sto male”.
Agisci nell’apertura.
Guarda oltre quel dolore.
Datti la possibilità di vivere ed esistere pienamente.

Vorrei proporti un esercizio di meditazione, per lavorare su quanto detto.

Fai questo esercizio adesso, domani, dopodomani e continua a farlo, con un ritmo regolare.

Ti servirà per imparare a vedere te stesso nell’altra persona e l’altra persona in te.

Prendi una tua fotografia di quando eri piccolo o piccola. Siediti e comincia a seguire il respiro. Inspira ed espira senza fretta, ascoltando il corpo. Dopo una ventina di respiri, porta dolcemente la tua attenzione sulla fotografia che tieni in mano e fai rivivere dentro di te le tue caratteristiche fisiche, le sensazioni, le percezioni, i processi mentali e la coscienza di quell’età. Continua a seguire il respiro, senza farti sopraffare dai ricordi.
Rivolgi, poi, l’attenzione a ciò che sei ora. Prendi coscienza del corpo, delle sensazioni, delle percezioni, dei processi mentali e della coscienza attuali.
‘Chi sono?’
Chieditelo sottovoce. E non pretendere di avere subito una risposta, arriverà se sarai paziente con te e costante con l’esercizio.

Chi sei?

Trabocca d’amore il tuo cuore.
Lascia che quest’amore vada in ogni direzione.

Ti abbraccio forte,
Sara.


Ti consiglio qualche libro:

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *